da il manifesto, 12 gennaio 2007
Diario di viaggio nel continente digitale
Da Internet alla «pratica del dono». Un saggio per Laterza della studiosa Mariella Berra sulle reti telematiche
di Benedetto Vecchi

Mariella Berra è un’attenta studiosa del mondo digitale. I suoi saggi sono un vero e proprio diario di viaggio all’interno di una realtà in continuo mutamento. Docente all’Università di Torino ha scritto, e molto, di innovazione tecnologica, tema che può essere considerato il punto di partenza della sua esplorazione del web. Poi l’incontro con Angelo Raffaele Meo, altro torinese, ma docente in sistemi informatici. Con lui ha percorso un tratto di strada insieme. Questo sodalizio tra un «tecnico» e una «umanista» ha «prodotto» i volumi Informatica solidale. Storia e prospettive del software libero e Libertà di software, hardware e conoscenza, entrambi pubblicati da Bollati Boringhieri.
L’esplorazione di Mariella Berra ha seguito anche coordinate non sempre coincidenti con quelle del suo compagno di viaggio, come dimostra il recente saggio pubblicato da Laterza Sociologia delle reti telematiche (pp. 142, euro 18). Per prima cosa va subito chiarito che l’autrice ha un concetto molto esteso di reti telematiche. Infatti sono da considerarsi reti telematiche anche quelle dove la «convergenza» tra computer, telefonia e televisioni produce la costituzione di reti contraddistinte da reciprocità e cooperazione sociale. La griglia analitica usata dall’autrice deve molto alle riflessioni sulle reti avviate della studioso statunitense Mark Granovetter, che per primo ha studiato le caratteristiche e le regole che sono alla base dello sviluppo di reti sociali. Da qui la sottolineatura che Mariella Berra fa del ruolo svolto da quella logica del dono, in base alla quale le relazioni sociali all’interno delle reti telematiche sono appunto contraddistinte da reciprocità e cooperazione, cioè da una logica non mercantile.
L’aspetto più rilevante del volume è però da ricercare laddove l’autrice demolisce la leggenda metropolitana sulla casualità della crescita delle reti telematiche. Una rete, infatti, è un modello organizzativo che risponde a leggi e regole rigidissime preposte a garantire la sua «sopravvivenza» in caso che uno dei nodi della rete venga meno. Per questo motivo, vista, parlare di reti telematiche significa parlare anche delle relazioni sociali che si sviluppano al suo interno. Relazioni sociali che garantiscono un flusso comunicativo indispensabile al funzionamento stesso della rete.
Il saggio affronta infine le tematiche sull’uso di Internet per fare affari, sulla presenza di una «moltitudine» di informatici che sviluppano software non sottoposto alle leggi vigenti sul diritto d’autore. Oppure di come il web venga pensato come uno spazio pubblico dove «curare» l’esangue democrazia rappresentativa. O dei problemi relativi alla privacy. Un testo, dunque, utile a ridefinire il concetto stesso di rete.
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